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martedì 24 gennaio 2017

 

 

 

Consulta Provinciale degli Studenti

 

 

REGOLAMENTO

 

Art. 1 Istituzione della Consulta

E' ufficialmente costituita nella Provincia di Udine un'assemblea democratica denominata Consulta Provinciale degli Studenti di Udine.

 

Art. 2 Funzioni della Consulta

La Consulta degli Studenti, tramite l’Ufficio VI - Ambito territoriale per la Provincia di Udine di concerto con il Docente Referente, mantiene stretti contatti con gli enti pubblici e privati al fine di predisporre in comune attività di valenza educativa che abbiano per destinatari gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, predisporre spazi e luoghi di incontro, ove le scuole siano carenti di essi, e per permettere ai giovani di incontrarsi e gestire il proprio tempo libero. Può promuovere anche iniziative di carattere transnazionale. Le riunioni della CPS si svolgono di norma in orario scolastico e possono essere aperte al pubblico su concessione del consiglio di presidenza.

 

Art. 3 Componenti

Sono componenti della Consulta Provinciale degli Studenti due rappresentanti eletti con mandato biennale di ogni istituto Statale e Paritario di istruzione secondaria di secondo grado, della provincia di Udine. L’elezione di tali rappresentanti avviene entro il 31 Ottobre di ogni anno con le stesse modalità dell’elezione dei rappresentanti degli studenti eletti a far parte del Consiglio d’istituto. In caso di decadenza o dimissioni di un membro della Consulta si procede a surroga: subentreranno al ruolo in questione i non eletti con il maggior numero di voti ottenuti; qualora questi non frequentassero più la scuola, o rinunciassero all’incarico, si procederà, se presenti, con la nomina dei successivi non eletti; qualora anch’essi non fossero presenti, o rinunciassero all’incarico, si indiranno nuove elezioni. Qualora non fosse possibile, per problemi organizzativi o temporali, indire nuove elezioni, il Comitato Studentesco dell’Istituto da rappresentare nominerà i rappresentanti in seno alla Consulta Provinciale tali rappresentanti parteciperanno alle sedute senza diritto di voto. Laddove esistano realtà scolastiche i cui indirizzi non possano essere rappresentati da soli due studenti, potrà essere inviato alle riunioni, senza diritto di voto, uno studente in più per ogni indirizzo non rappresentato. Qualora i rappresentanti eletti non potessero partecipare ad una o più sedute della Consulta, uno studente dello stesso Istituto, membro del Consiglio d’Istituto e scelto dal Comitato Studentesco, è tenuto a sostituire l’assente.

 

Art. 4 Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti

La Consulta elegge a maggioranza assoluta tra i suoi membri legali un Presidente; qualora non si raggiunga la maggioranza assoluta in prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, a parità di voti è eletto il più anziano d'età.

Assieme al Vicepresidente rappresenta la Consulta e mantiene, di concerto con il Docente Referente, i rapporti con gli Enti territoriali, l'Amministrazione Scolastica Periferica, le istituzioni scolastiche ed educative del territorio.

Il Presidente convoca e presiede la Consulta Provinciale degli Studenti e il Consiglio di Presidenza ed adempie a tutti gli atti previsti dalle norme in vigore, inoltre il Presidente può invitare, a titolo di uditore, persone esterne alla Consulta.

La durata in carica del Presidente e del vicepresidente della CPS è pari ad un anno. Il Presidente, il Vicepresidente ed i componenti del Consiglio di Presidenza rimangono in carica fino all’avvenuta elezione dei rispettivi successori anche nel caso abbiano perso i requisiti di eleggibilità, fatte salve le condizioni previste dall’ articolo 20 del presente regolamento.

Il Presidente se ritiene opportuna la decadenza di un o più membri del consiglio di Presidenza può presentare una mozione di sfiducia. Se accolta il Presidente propone alla Consulta un nuovo consiglio di presidenza, invece, nel caso la mozione venisse respinta viene decretato il decadimento del Presidente e del Consiglio di Presidenza e vengono indette nuove elezioni.

 

Art. 5 Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti

II Vicepresidente viene eletto con le stesse modalità usate per il Presidente fra i membri legali della Consulta. Il Vicepresidente sostituisce a tutti gli effetti il Presidente in caso di impedimento. In caso di decadimento o sfiducia del presidente, il vicepresidente della CPS, ne svolge le funzioni fino a nuova nomina che dovrà avvenire entro la prima plenaria utile.

 

Art. 6 Segretario della Consulta

II Segretario della Consulta, nominato dal Presidente fra i membri effettivi, redige il verbale delle sedute e ne cura l’archiviazione, ove espressamente richiesto dal Presidente, provvede alla pubblicazione dei pareri e delle deliberazioni della Consulta.

 

Art. 7 Commissioni

 

La Consulta può operare tramite commissioni quali:

Ordinarie

Permanenti

Territoriali

Su proposta del Presidente della Commissione interessata è possibile aprire la partecipazione ai lavori delle suddette commissioni a membri esterni alla CPS. Tale nuova composizione dovrà essere approvata dal Consiglio di Presidenza nella prima seduta utile.

 

Art. 8 Commissioni ordinarie

Si insediano per trattare di singoli argomenti e si occupano di relazionare su questi al Consiglio di Presidenza e sono nominate dal Presidente. Il loro mandato ha termine con l'espletamento delle loro funzioni.

 

Art. 9 Commissioni permanenti

La Consulta costituisce al suo interno, per lo studio di particolari problemi, apposite Commissioni.

Ogni commissione autoregolamenta lo svolgimento dei propri lavori che, in ogni caso, devono essere conclusi con un verbale che deve essere inviato al Presidente della Consulta ed al Consiglio di Presidenza.

 

 

 

Art. 10 Commissioni territoriali

La Consulta, al fine di seguire con particolare attenzione i rapporti con gli enti locali, può costituire delle commissioni Territoriali. La composizione di tali commissioni è costituita da uno studente per ogni scuola interessata dal territorio. La CPS a maggioranza approva la composizione delle commissioni territoriali prevedendo per ogni componente un componente supplente.

 

Art. 11 Consiglio di Presidenza (CDP)

E' composto dal Presidente, dal Vicepresidente e da altri cinque commissari proposti dal Presidente tra i membri legali della Consulta, e votati a maggioranza relativa dalla Consulta stessa.

Qualora la maggioranza della Consulta respingesse la proposta del Presidente egli ha diritto di formulare un'altra proposta. Respinta anch'essa si procederà all'elezione dei cinque commissari da parte della Consulta con voto limitato a due nomi.

Il Consiglio di Presidenza, su proposta del Presidente della CPS può essere integrato al massimo da due componenti, tali componenti possono essere esterni alla Consulta purché studenti della Scuola Secondaria di secondo grado della Provincia di Udine. I due componenti aggiuntivi non hanno diritto di voto. Tale integrazione avviene a seguito di voto unanime da parte dei componenti del Consiglio di Presidenza. Di tale integrazione il Presidente da comunicazione alla CPS in seduta plenaria.

Il Consiglio di Presidenza ha il compito di valutare e fare proposte in merito ai finanziamenti e di controllare il bilancio della stessa. Un delegato all’ interno del CDP, avrà il compito di mantenere i rapporti con l'Istituto scolastico cui verranno affidati i fondi.

 

Art. 12 Commissione permanente Stampa

E' proposta dal Presidente della Consulta ed ha il compito di tenere aggiornata la rassegna stampa, realizzare e coordinare i progetti riguardanti i mass media e tenere i rapporti con gli organi d'informazione. Su proposta del Presidente della Commissione Stampa è possibile aprire la partecipazione ai lavori delle suddetta commissione a membri esterni alla CPS. Tale nuova composizione dovrà essere approvata dal Consiglio di Presidenza nella prima seduta utile.

 

Art. 13 Convocazioni della Consulta

La consulta viene convocata dal Presidente, dal Dirigente dell’Ufficio Territoriale di riferimento o dal Docente Referente della Stessa regolarmente una volta al mese;

straordinariamente:

su richiesta dello stesso;

su richiesta del Dirigente dell’Ufficio VI - Ambito territoriale per la Provincia di Udine;

su richiesta del Docente Referente della Stessa;

su richiesta del Consiglio di Presidenza

su richiesta del 50% + 1 dei membri della Consulta.

Nelle riunioni straordinarie della Consulta non potranno essere deliberate ne poste in discussione proposte o questioni estranee all'oggetto della convocazione.

L’avviso scritto di convocazione deve essere recapitato tramite il Dirigente Scolastico di ogni Istituto a tutti i membri della CPS con almeno dieci giorni di anticipo salvo convocazioni di natura urgente. La presenza della maggioranza qualificata dei membri della consulta alla sede e data convenute, rende valida la seduta anche in caso di difettosa convocazione. Le sedute della CPS di norma non sono aperte al pubblico, il Presidente comunicherà di volta in volta l’eventuale apertura delle sedute stesse.

 

 

 

Art. 14 Ordine del Giorno

L'ordine del giorno di ciascuna seduta è stilalo dal Presidente su suggerimento del Consiglio di Presidenza, dei rappresentanti delle Commissioni, del Dirigente l’Ufficio VI - Ambito territoriale per la Provincia di Udine, del Docente Referente,.

L'ordine cronologico degli argomenti può essere variato dalla Consulta con mozione d'ordine approvata a maggioranza dei votanti.

Qualora, dopo la trasmissione del avviso scritto di convocazione, sorgano problemi d’importanza rilevante, l’Ordine del Giorno può essere modificato su richiesta del Presidente, del Consiglio di Presidenza o di un terzo dei membri della Consulta.

La modifica dell’Ordine del Giorno avviene previa votazione della CPS.

Qualora la discussione degli argomenti non sia esaurita, la Consulta può deliberare di aggiornare i propri lavori per la prosecuzione della discussione in data successiva; in tale caso il Presidente provvede a darne comunicazione ai membri assenti.

Ciascuno studente designato alla Consulta può richiedere che un dato argomento venga iscritto all’Ordine del Giorno della seduta successiva. La richiesta viene approvata o respinta dalla Consulta.

All’ora fissata nel avviso scritto di convocazione il presidente, o facente funzione, procede all’appello dei membri della Consulta ed accerta che la seduta sia validamente costituita essendo presenti almeno la maggioranza qualificata dei membri della Consulta in carica ed almeno due componenti del Consiglio di Presidenza, in tal caso, procede alla disamina degli argomenti dell’Ordine del Giorno.

Nel caso di mancanza della maggioranza qualificata la seduta viene convocata dopo mezz’ora. A seguito di ciò essa risulta valida a prescindere dalla presenza del numero legale di cui al comma precedente.

I lavori della Consulta si svolgono di norma in un’unica sessione. Nel corso di questa il presidente, ove ne ravvisi la necessità e la consulta non si opponga, può interrompere i lavori per un tempo massimo non superiore ai quindici minuti.

 

Art. 15 Modalità degli interventi

Ogni studente designato alla Consulta ha il diritto di prendere la parola su ciascuno degli argomenti posti in discussione, di fare osservazioni e di formulare proposte.

II Presidente concede la parola ai consiglieri seguendo l'ordine delle richieste di intervento, riservando la precedenza ad eventuali interventi ritenuti da esso urgenti.

Nessun consigliere può intervenire senza che il Presidente gli abbia concesso la facoltà di parola, in caso di divagazione o evidente ostruzionismo, il Presidente dopo aver richiamato il membro della Consulta al rispetto del regolamento, può togliere la parola.

Il Presidente può fissare una limitazione alla durata degli interventi rispetto al tempo a disposizione ed al numero degli interventi.

Esauriti gli interventi su ciascun punto all’Ordine del Giorno, il presidente conclude dichiarando chiusa la discussione.

 

Art. 16 Votazioni

La votazione su ogni singola deliberazione avviene di norma in forma palese (e per esse il presidente adotta uno dei seguenti metodi: alzata di mano; appello nominale per istituto o scuola di istruzione secondaria superiore; sottoscrizione di una scheda), salvo i seguenti casi:

Elezione del Presidente;

Approvazione del Consiglio di Presidenza;

Deliberazioni concernenti persone;

Su richiesta del Presidente;

Su richiesta del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.

Le votazioni avvengono nella seguente successione: favorevoli, contrari, astenuti.

Nel caso che le votazioni abbiano luogo con il sistema dello scrutinio segreto, le operazioni di spoglio delle schede e verifica dei voti sono espletate da due membri del Consiglio di Presidenza nominati per l’occasione prima delle operazioni di voto.

Il presidente, sentito il parere non vincolante del Consiglio di Presidenza, può disporre, a seconda delle circostanze, che la votazione su ogni singolo argomento avvenga a chiusura della discussione di ciascuno di essi, oppure al termine della discussione di tutti gli argomenti dell’Ordine del Giorno.

L’argomento già votato non può essere posto nuovamente in discussione ed in votazione nel corso della medesima seduta.

 

Art. 17 Approvazioni delle deliberazioni

Terminata la votazione, il Presidente, con l'assistenza di due Consiglieri, ne riconosce e ne proclama l'esito. Si da per approvata la delibera che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi.

In caso di parità, nelle votazioni palesi, si procede al ballottaggio. I Consiglieri che dichiarano di astenersi, ma rimangono in aula, sono da contarsi ai fini della validità dell'assemblea.

 

Art. 18 Verbale delle sedute

Di ogni seduta della Consulta il Segretario verbalizza la seduta. Il verbale deve contenere:

II giorno; L'ora; Luogo; II nome e la qualifica di chi l'ha presieduta.

Gli argomenti trattati e in riassunto le discussioni che ne sono conseguite; il numero dei voti favorevoli, contrari e astenuti.

Ogni membro della Consulta può chiedere che nel verbale si faccia menzione di sue dichiarazioni ed il Presidente può formulare la stessa richiesta per qualsiasi intervento. Il verbale può essere letto ed approvato dalla Consulta nella seduta successiva. Il verbale deve essere firmato dal Presidente e dal Segretario.

 

Art. 19 Revoca del mandato al Presidente e al Consiglio di Presidenza

La Consulta, a maggioranza assoluta dei membri aventi diritto al voto, può revocare il mandato al Presidente e al Consiglio di Presidenza, sulla base di distinte mozioni di sfiducia poste all'ordine del giorno su richiesta scritta di almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto.

 

Art. 20 Decadenza e dimissioni

La Consulta conferma la decadenza o la perdita dei requisiti di eleggibilità dei suoi membri; le dimissioni dalla carica dei membri della Consulta, nonché da tutte le altre cariche interne alla Consulta, devono essere portate a conoscenza della Consulta stessa, che ne discute le motivazione e delibera le decisioni in merito.

I componenti che non intervengono ad un massimo di due sedute della Consulta o di tre delle Commissioni permanenti devono presentare giustificazione scritta da parte dell'istituto di appartenenza. Qualora questo non avvenisse la Consulta in riunione plenaria dichiarerà il Rappresentante decaduto e ne chiederà la sostituzione all’Istituto.

Le assenze dei membri della Consulta sono registrate nel verbale di ciascuna seduta. In caso di decadenza o dimissioni la Consulta dà mandato al presidente di informare l’interessato, l’Ufficio VI - Ambito territoriale per la Provincia di Udine, il Dirigente Scolastico ed il presidente del Comitato Studentesco dell’istituto o scuola d’istruzione secondaria superiore frequentati dall’interessato, sollecitando la surroga dello studente decaduto o dimissionario.

 

 

Art. 21 Docente Referente

Il Docente referente della CPS è chiamato a svolgere il delicato compito di sostenere quotidianamente e concretamente l’attività della Consulta, fornendo agli studenti il necessario supporto.

Il Docente referente della Consulta rappresenta l’Amministrazione, fornisce consulenza tecnico scientifica alla Consulta, garantisce i contatti fra la CPS e gli organi gerarchicamente superiori.

Il Docente referente collabora con gli studenti per garantire la funzionalità operativa della Consulta; partecipa a tutti i lavori della Consulta nel rispetto dell’autogestionalità della stessa, non può influenzare le linee di indirizzo della Consulta stessa e non esercita diritto di voto.

Nel suo ruolo di educatore il Docente Referente ha il compito di garantire nel rispetto delle vigenti normative, la correttezza, la democraticità e il buon andamento della consulta medesima, ma soprattutto di sostenere la più ampia partecipazione dei giovani, favorendo un consapevole e responsabile esercizio di democrazia diretta e di cittadinanza attiva da parte dei rappresentanti eletti. Il Docente referente può convocare la Consulta Provinciale degli Studenti ed il Consiglio di Presidenza. Il Docente Referente può invitare alle sedute, per le finalità Istituzionali previste, elementi esterni alla CPS. Il Docente referente è membro del Coordinamento Regionale.

 

Art. 22 Norme finali

Eventuali proposte di modifica al presente regolamento debbono essere presentate in forma scritta al Presidente che ne farà pervenire una copia a tutti i membri della Consulta entro la seduta successiva.

La relativa discussione e votazione deve avvenire durante la seduta immediatamente successiva alla presentazione della proposta di modifica del regolamento.

Le modifiche vanno approvate con la maggioranza qualificata dei membri della Consulta.

La gestione dei fondi destinati alla organizzazione e al funzionamento delle consulte provinciali, nonché per l'attuazione dei progetti ed iniziative, come deliberato dai competenti organi, resta assegnata all’Ufficio scolastico Territoriale di Udine.

Per casi e questioni non specificamente previste nel presente regolamento, si rimanda a quanto disposto dalle normative vigenti in materia.

Qualora sorgano controversie nell’ interpretazione del presente regolamento, spetta al Consiglio di Presidenza, dirimere la questione, deliberando l’interpretazione che costituisce precedente.

Copia del presente regolamento viene inviata all’Ufficio VI - Ambito territoriale per la Provincia di Udine, ai Dirigenti Scolastici ed ai presidenti dei Comitati Studenteschi degli istituti e delle scuole d’istruzione secondaria di secondo grado della provincia di Udine, nonché agli organi competenti.

Copia del presente regolamento viene pubblicizzata, mediante pubblicazione sul sito della Consulta, al fine di renderla disponibile a chiunque.

 

Il presente regolamento è stato approvato nel corso della seduta del 30 maggio 2017.

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 31 maggio 2017 )
 
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